Chi è Roberto Togni

Il prof. Roberto Togni docente emerito dell’Università di Trento. Era nato il 19 maggio 1937 a Tirano dove il padre, sottufficiale degli Alpini, prestava servizio. Trasferito giovanissimo a Bormio, paese d’origine della madre, vi rimase sempre legatissimo impegnandosi in studi e in numerose battaglie per la conservazione ambientale. Laureato con Eva Tea alla Cattolica di MiIano vi iniziò nel 1963 la carriera accademica come assistente prima di assumere la direzione della Biblioteca universitaria di Brescia. Dal 1973 al 1979 fu dirigente del Settore Musei e Beni Culturali della Regione Lombardia dove guidò il periodo d’oro dell’azione regionale nel settore. Nel 1980 venne incaricato dell’insegnamento della Storia dell’Arte nell’Università di Sassari da dove nel 1986 passò alla cattedra di Museografia presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Trento dove concluse la sua carriera accademica. Studioso e ricercatore attivissimo lascia una notevole mole di scritti, frutto di un impegno scientifico guidato dalla consapevolezza dell’importanza dei beni culturali per la formazione, oltre che come risorsa economica. Agì sempre con impegno convinto alimentato da una robusta esperienza di contatti e di missioni di studio in tutta Europa e negli USA ed ebbe un vero culto per l’onestà che guidò ogni passo della sua vita, nella professione e nell’impegno politico. Collaboratore del Corriere della Valtellina, fu consigliere della Società Storica Valtellinese, promotore dei museo di Bormio e sostenne la nascita di quello di Tirano di cui era membro del comitato scientifico. Una puntuale documentazione della sua intensa attività compare nel sito web http://robertotogni.tumblr.com/curriculum.

B.C.L.
“Io credo che sia possibile utilizzare, la potenzialità insita nel patrimonio storico, artistico e folkloristico. Tale patrimonio potrebbe costituire uno stimolo nuovo alla riflessione critica sulla propria vicenda di ieri, di oggi e di domani attraverso l’esempio delle concrete organizzazioni civili e comunitarie di base che il genio creativo delle generazioni precedenti ha saputo produrre. Il che servirebbe a preparare migliori condizioni di vita individuale e collettiva, se è vero che sullo spirito critico e sulle collaborazioni di gruppo si basa ogni ricostruzione”. Roberto Togni, 1970.